E' quasi Domani

In Italia sta nascendo un nuovo giornale. Partirà in autunno, ma vogliamo che i nostri futuri lettori e collaboratori siano parte di questa avventura fin dal primo minuto.

Fintantoche’ si dice domani, si intende “sempre”, percio’ si dice domani cosi’ volentieri.

Elias Canetti

In Italia sta nascendo un nuovo giornale. Partirà in autunno, ma vogliamo che i nostri futuri lettori e collaboratori siano parte di questa avventura fin dal primo minuto.

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Noi vi presenteremo la squadra, vi porteremo a scoprire la redazione (appena ne avremo una), vi daremo un assaggio di cosa sarà Domani e del perché saremo diversi da tutto quello che trovare in edicola o sul web ora.

Voi aiutateci a rendere Domani il giornale che vorreste leggere: raccontateci le vostre proposte di inchieste, le vostre esperienze di lettori, di giornalisti, condividete le storie che vi piacerebbe vedere sviluppate sul giornale, quando partirà.

Sarete voi lettori a scegliere e, se lo vorrete, a sostenere le nostre inchieste in un esperimento di partecipazione mai tentato prima nel giornalismo italiano.

Domani avrà un sito web, in parte gratuito e in parte a pagamento. Un ventennio di giornalismo on line ha dimostrato che i prodotti completamente gratis sono di bassa qualità e, alla fine, di scarso interesse anche per i lettori. Il giornalismo ha un costo, ma e’ meglio essere dipendenti dai lettori che soltanto dagli inserzionisti pubblicitari.

Se volete scommettere su di noi, potete abbonarvi fin d’ora a un prezzo molto scontato che tiene conto del fatto che vi proponiamo di comprare un prodotto che ancora non avete mai visto.

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Con gli abbonati ci confronteremo con “riunioni di redazione” periodiche durante tutta questa fase di lancio per raccontare cosa stiamo facendo e discutere insieme in che direzione andare. Raccoglieremo proposte di inchiesta, le discuteremo con voi, sceglieremo quali finanziare e sviluppare.

Il virus ci ha costretto a usare la tecnologia in un modo diverso. La sfrutteremo al massimo per tenere i contatti con tutti voi.

Domani

Domani e’ un esperimento unico in Italia. Dopo una lunga esperienza come editore di Repubblica e delle testate del Gruppo Espresso, a 85 anni Carlo De Benedetti ha pensato di lanciare un giornale che guarda al futuro.

Ormai libero da ogni interesse industriale, dopo aver trasferito le partecipazioni societarie ai figli, De Benedetti ha investito in Domani, in un momento difficile per il Paese e per il settore dell’editoria.

Le azioni della società’ editrice verranno trasferite a una Fondazione, sul modello di quella del Guardian, che garantirà azionariato stabile e indipendenza nel lungo periodo.

Si tratta di una situazione inedita in Italia: un giornale creato da un azionista forte ma messo in condizione di essere indipendente e sostenibile, dunque al riparo da pressioni e condizionamenti, senza l’esigenza di schierarsi con questa o quella fazione in cerca di favori governativi o fondi pubblici.

Domani, però, non ha alcuna pretesa di neutralità. Ha un punto di vista sul mondo e, in particolare, sull’Italia. Voglio condividere con voi lettori la linea editoriale che mi sono impegnato a rispettare nella lettera che mi ha affidato la direzione di questo progetto, perché la trovo una sintesi efficace.

La linea editoriale e’ questa: “Liberaldemocratica, con particolare attenzione alle disuguaglianze sociali all'interno di un quadro di economia di mercato e libera iniziativa, sempre dalla parte di chi nel contesto sociale ha meno e sempre con l'occhio critico nei confronti di tutti i poteri, senza alcuna pregiudiziale”.

Il direttore

Mi chiamo Stefano Feltri, sono nato a Modena nel 1984. Ho studiato economia alla Bocconi con l’idea di fare il giornalista. Ho lavorato per la Gazzetta di Modena, Radio24, il Foglio, il Riformista e poi dal 2009 al Fatto Quotidiano, di cui sono stato prima responsabile dell’economia e poi vicedirettore.

Nell’estate 2019 mi sono trasferito negli Stati Uniti per lavorare e studiare alla University of Chicago - Booth School of Business, dove ho curato il sito ProMarket.org dello Stigler Center diretto dal professor Luigi Zingales.

Ho deciso di tornare in Italia, come alcuni altri giornalisti coinvolti in questo progetto, per costruire Domani insieme a voi.

In un momento difficile per il Paese, ognuno prova a dare il suo contributo.

Quello che possiamo fare noi giornalisti e’ fare giornali migliori, più comprensibili, più seri e più rigorosi, più indipendenti e senza riguardo per nessuno se non per i nostri lettori.